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DOLOMITI SI SESTO – SOTTOGRUPPO TRE CIME DI LAVAREDO (escursione fata da Max)
Escursione alle Tre Cime dalla Val Fiscalina per la Val Sassovecchio al Rif. Locatelli
Nazione: Italia Regione: Trentino-Alto Adige Provincia BZ Comune: S.Candido Località: Sesto
Carta Topografica: Tabacco – Dolomiti di Sesto-Alta Pusteria - Foglio 10, scala 1:25000
Punto di Partenza: parcheggio della Val Fiscalina m1454 (stagionalmente a pagamento)
Punto di arrivo: Rif. Antonio Locatelli m2405 Dislivello complessivo: m 951 Tempo previsto: a/r: h 5,00 – 5,30 (escluse soste) Difficoltà: E Segnaletica: marcato 102 S.A.T.
Punti di appoggio: Rif. al Fondo Valle (Talschlusshutte) m1548 – Rif. A. Locatelli Periodo consigliato: giugno-settembre
Commento:
Itinerario molto panoramico, abbastanza frequentato, che permette la visita ravvicinata di alcune delle pareti più maestose dell’intera regione dolomitica. L’ambiente severo ed imponente giustifica questo approccio al Rif. Locatelli, sicuramente più faticoso, ma anche più appagante rispetto a quello turistico che scavalca la F.lla Lavaredo partendo dal Rif. Auronzo sul versante di Misurina.
In condizioni invernali, itinerario ben battuto e generalmente sicuro, anche con neve particolarmente ghiacciata.
Descrizione:
Giunti a Moso, si prende la deviazione per la Val Fiscalina, che si percorre in macchina fino ad un parcheggio, in vista delle imponenti muraglie della Cima Dodici, la Croda dei Toni (Cima Una) e Punta dei Tre Scarperi. Da quì si prende la strada sterrata che, in un ambiente dolomitico veramente notevole, porta alla Capanna Fondovalle a m1548 (h 0,20). Da questa, tenendo la destra, il tracciato inizia a salire e, con alcune svolte, giunge ad un bivio nei pressi di un ponte sul Rio Sassovecchio (h 0,30): tralasciato a sinistra il sentiero 103 che, oltre il ponte, si dirige al Rif. Zsigmondy Comici, si prosegue sul sentiero 102, che inizia a risalire ripidamente l'aspra Val Sassovecchio mantenedosi a ridosso dei pendii baranciosi che scendono dai Tre Scarperi. Dopo una buona mezz'ora di salita ripida e continua, con bella vista sulla cascata che scende dal sovrastante piano, si raggiunge il ciglio di quest’ultimo, da dove si apre la vista sulla testata del vallone, con l'ardita Cresta del Camoscio, le Crode dei Piani e, sulla sinistra, gli impressionanti appicchi delle Crode Fiscaline , che sono la degna continuazione della bastionata di Cima Una. Particolamente elegante è lo spigolo della Torre Fiscalina, quasi appoggiata alla Cima di Mezzo delle Crode. Un tratto in falsopiano del sentiero conduce alla base della bastionata che sembra chiudere il vallone, da cui precipita un'altra bella cascata. Si attacca quindi la bastionata sulla destra, con una serie di tornanti alle pendici del roccioso Crodon di San Candido (2873 m), fin quasi a raggiungere le rocce, dopodichè un lungo traverso diagonale da destra verso sinistra conduce ad una specie di selletta fra due roccioni, oramai in vista dei poco inclinati pascoli dell'Alpe dei Piani (h 2,15-2,30). Il sentiero a questo punto aggira una spaccatura e, ormai in vista delle maestose Tre Cime, si dirige verso la Forcella di Toblin, sulla quale spicca la grossa sagoma del Rifugio Locatelli (2405 m). Passando ai piedi dell'ardita Torre di Toblin (2617 m), il tracciato risale l'ultimo pendio, aggirando dall'alto i Laghi dei Piani, fino al rifugio (h 2,45-3,00): vista mozzafiato sul M. Paterno, Tre Cime di Lavaredo, Cristallo e Croda Rossa. Ritorno per la stessa via in h 2,00-2,30.






Catinaccio Rifugio Antermoia - 10 luglio 2011 (escursione fatta da Franca)
Da Trento in corriera fino a Vigo di Fassa (1400 mt), dove ho preso la funivia per il Rif. Ciampedie (2000 mt). Da lì piacevole camminata quasi in piano per mezz’ora e sono arrivata al Rifugio Gardeccia. Il panorama è già strepitoso, col Catinaccio che si staglia enorme al tuo fianco. Ho preso il sentiero SAT 546 per il Rifugio Vajolet (2243 mt). La salita è costante per un’oretta per lunghi sentieri a zig zag, fino ad arrivare al Rifugio. Siccome la fatica si fa sentire, anche perché il sole splende, pausa per recuperare energie. Ora sempre sullo stesso sentiero cammino per un’altra ora, sempre in salita, per arrivare al magnifico Rifugio Passo Principe, incastonato nella roccia. Pausa pranzo, leggero ovviamente, perché ora mi aspetta la salita al Passo Principe e a seguire al Passo di Artermoia, dopo 40 minuti di salita esposta tra roccette e nevai, ma fattibile senza problemi. A questo punto sono a 2770 metri di altitudine. Continuando per più di un’altra ora sul sentiero 584 raggiungo il lago di Artermoia e poco dopo il Rifugio Antermoia (2450). A questo punto ho camminato circa 5 ore, ma il rientro non è da meno: si tratta di raggiungere il paese Mazzin (Val di Fassa) tramite da prima bucolici sentieri verdi e dopo una discesa di 1450 mt veramente impervia, bisognosa di costante attenzione a dove si mettono i piedi, qualche cordino, qualche attraversamento di ruscello, e alla fine le caviglie pulsanti dal dolore, ma…. Rifarei tutto, perché si tratta del giro più appagante dal punto di vista dei panorami che mai abbia fatto.
Ciao Franca da Trento





